Giuseppe Coccon
Biografia
Avio SpA
” Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”…cantava Antonello Venditti qualche anno fa. La stessa cosa è capitata a me e da qualche settimana sono tornato ad occuparmi di Comunicazione e di Rapporti Istituzionali per Avio SpA, azienda tutta italiana. Avio è in questi mesi alla ribalta delle cronache sia perchè produce il vettore Vega (all’ottavo lancio di successo lo scorso 4 dicembre , primato mondiale nel settore spaziale europeo) sia perchè sta preparandosi a entrare in borsa, diciamo nella prima metà del 2017. Stiamo lavorando alla quotazione con passione ed entusiasmo: il progetto è anche più coinvolgente considerato che molte persone che lavorano in azienda diventeranno soci ed entreranno nell’azionariato della ‘loro’ Azienda. Qui, a distanza di 3 anni, ho ritrovato persone preparatissime, giovani entusiasti del mestiere, tecnologia e passione a servizio dell’industria spaziale europea dove oggi, grazie ad Avio, il nostro Paese gioca un ruolo di riferimento. Volare, non è mai stato così bello…
Esselunga
Dopo la felice parentesi a Parma con la Famiglia Barilla decisi di riprovarci; lavorare in presa diretta con l’imprenditore è qualcosa di speciale e quindi accettai la sfida di Bernardo Caprotti, illuminato novantenne a capo di un colosso di oltre 7 miliardi di euro di fatturato con il quale avremmo dovuto costruire “l’Azienda dei prossimi 20 anni…”.
Visioni diverse su etica e strategie di comunicazione ci hanno separato ma nei pochi mesi passati insieme abbiamo anche fatto molte cose interessanti; apertura di nuovi Superstore, iniziative di Marketing (Campagna Rollinz Star Wars diventata cult tra giovanissimi e adulti come le raccolte di figurine panini degli anni ’80), attività istituzionali con il Ministero della Salute (Banca del latte Umano donato), MIUR (campagna Amici di Scuola) e Ministero Agricoltura (Banco Alimentare). Ho imparato molto nei mesi trascorsi in Esselunga: mi riferisco al senso del dovere e alla costante tensione verso i Clienti (che poi sono quelli che ci pagano li stipendio…) per rendergli la vita piu semplice anche a costo di sacrificare una parte del conto economico. “Client is King” era il mantra di Caprotti. Ora che il ‘vecchio saggio’ se ne è andato e che alcuni improbabili mezze figure verranno messe nell’angolo che meritano, lunga vita alla alla corazzata Esselunga!
Poste Italiane
L’esperienza professionale al timone della Comunicazione e delle Relazioni Esterne di Poste Italiane è stata sicuramente entusiasmante. Il nuovo corso, iniziato nel mese di aprile del 2014 con l’arrivo di Francesco Caio, che seguii da Avio dove avevamo lavorato insieme per circa 3 anni, aveva come obiettivo principale la quotazione in Borsa che avvenne nell’ottobre del 2015. Stiamo parlando della più grande azienda italiana: 143.000 persone e un fatturato di oltre 26 miliardi di euro. L’IPO, nei due anni trascorsi in Viale Europa, fu certamente l’obiettivo principale, la ‘stella cometa’ di tutte le attività, anche se con il team lavorammo anche alla presentazione del Piano Industriale “Poste 2020” e al Progetto per l’ingresso dell’azienda nel capitale della nuova Alitalia (estate 2014).
Poste Italiane è un’azienda fortemente radicata sul territorio, la sua vera grande forza: lavorammo, quindi, al piano di Comunicazione del Servizio Universale e per la razionalizzazione degli Uffici Postali. Nel frattempo lanciammo il WiFi gratuito in tutti gli U.P. e aprimmo la rete intranet a tutti i dipendenti del Gruppo: per la prima volta, dopo oltre 130 anni di storia, la piu grande azienda del Paese era connessa con tutte le sue persone.

Tutte queste attività non ci impedirono di vincere il Premio per la migliore Campagna ADV su Postepay Evolution (1 milione di carte vendute in 7 mesi). Come dire…oltre al dovere anche il piacere. E lavorare con un gruppo cosi numeroso di persone (oltre 130), di estrazione sociale e culturale cosi diversa, è stata certamente un’esperienza piacevole e, credo di poter dire, unica nel suo genere. Grazie a tutti loro.
AVIO
Motori per aerei civili e militari, razzi in fibra di carbonio che portano nello spazio satelliti e turbine realizzate con innovative stampanti laser 3D: come poteva non essere un’avventura coinvolgente quella in Avio ?
Tra Torino e Roma ho incontrato persone e professionisti di primo livello e da loro ho cercato di imparare quanto più possibile. Attaccamento al lavoro e dedizione totale, senso di appartenenza: questa è stata l’azienda che ho conosciuto tra il 2012 e il 2014, quando venne poi acquisita da General Electric.
In Avio il coinvolgimento era totale; che si trattasse di preparare un documento oppure di organizzare un evento istituzionale con le più alte cariche della Stato e della Difesa, il team (11 giocatori, tutti titolari e talentuosi nei singoli reparti…) faceva quadrato e diventava una cosa sola finchè non portavamo a casa il risultato. Tutti insieme, sino a tarda notte se necessario. Per questo non ci accorgemmo di avere fatto davvero tante cose: comunicazione esterna sui media e interna verso i dipendenti, apertura dei canali web e social, attività istituzionale a stretto contatto con i vertici del Ministero della Difesa, e con Palazzo Chigi per la preparazione della ‘Golden Power’ (decreto poteri speciali) in occasione della vendita di Avio a General Electric. Portammo fortuna al punto che pure Vega, il primo lanciatore spaziale realizzato in Italia, decollò in perfetto orario dalla lontana Guyana francese nel febbraio del 2012 lasciando tutto il mondo a bocca aperta: per la prima volta nella storia, infatti, l’Italia aveva accesso diretto allo spazio con un razzo interamente costruito a Colleferro, vicino Roma. Quirinale e Vaticano ci accolsero in pompa magna insieme ad un gruppo di giovani ingegneri che l’avevano fatto volare.
Barilla
L’esperienza di 7 anni a Parma è stata.. al dente! Lavoravo in una delle aziende simbolo del nostro Paese per efficienza, qualità e “saper fare”.
Per la prima volta mi trovavo a gestire, tra le altre cose, marchi storici come Pavesi, Mulino Bianco, Voiello, e altri meno conosciuti ma di grande impatto a livello internazionale come Wasa, Kamps, Harry’s. Sentivo una grande responsabilità ma l’entusiasmo di confrontarsi che quei “marchi eroe” era indescrivibile.
Iniziammo a lavorare sull’internazionale e ci rendemmo subito conto di quanta reputazione e credibilità godevamo fuori dall’Italia. Fu una cavalcata entusiasmante lungo tutta l’Europa sino agli States dove inaugurammo il secondo stabilimento di Avon (NY) confermandoci leader assoluti nel mercato della pasta. Penso di aver dato molto a Barilla ma molto ho avuto in cambio
L’ultimo atto di una storia bellissima, durata 7 anni, fu l’evento del concerto di Andrea Bocelli a Central Park nel settembre 2011 per celebrare i 10 anni di Barilla negli States: 200.000 mila persone, sotto la pioggia, nella cornice più suggestiva di NY cantavano sulle note del tenore accompagnato da Celine Dion e Tony Bennett. Per dirla con le parole di un celebre spot….priceless.
