Giuseppe Coccon
Smart Working = Smart Company. Barilla per esempio…
È’ notizia di questi giorni, peraltro poco ripresa dai media, che Barilla ha deciso di garantire fino a 8 ore al mese di lavoro flessibile ai propri collaboratori. Stiamo parlando solo dei ‘White collar” evidentemente e non degli addetti alla produzione, ma resta comunque una decisione piuttosto rivoluzionaria nel nostro Paese. Più diffusa in Europa, è oramai una tradizione in molti Gruppi americani che hanno fatto dello slogan ” lavorare dovunque, comunque e in qualunque momento” un must.
Per la gioia dei dipendenti, che possono gestire meglio gli impegni familiari e la vita privata, e della aziende stesse che registrano una buona produttivitá dei collaboratori e una maggiore sostenibilitá economica e ambientale.
Barilla non ê certo la prima e unica azienda a parlare dii smartworking nel nostro Paese: in Avio Aero, ad ,esempio, la flessibilità è applicata da anni con ottimi riscontri sull’efficienza. Certo il salto culturale da noi è ancora grande e le aziende, soprattutto quelle familiari alla prima generazione, ancora non ci sentono. Dubbio amletico: Fidarsi dei propri collaboratori con il rischio di essere ‘traditi’ oppure controllarne in modo paranoico pausa caffè e visite alla toilette? Meglio la seconda a quanto pare…
Eppure sarebbe bello leggere, per una volta, commenti positivi dei sindacati e articoli sui giornali in prima pagina: segno che il cambiamento sta arrivando anche da noi, un bene per tutti, una bella notizia. Ma in Italia, si sa, il bene non fa notizia.






